Antincendio boschivo con droni autonomi e sensori IoT: monitoraggio degli incendi 24/7
Una rete intelligente protegge il territorio 24/7. I sensori IoT rilevano i primi segnali di incendio e attivano automaticamente il drone, che raggiunge l'area e verifica l'allarme con termocamera e AI. Tra un allarme e l'altro, ronde autonome sorvegliano vaste aree forestali alla ricerca di fumo, hotspot e anomalie termiche.
Vuoi stimare Dock, sensori e gateway per la tua area? Usa il calcolatore antincendio boschivo AIB
Due livelli di protezione contro gli incendi boschivi
La foresta chiama il drone. Il drone sorveglia la foresta.
Le telecamere fisse hanno punti ciechi, le ronde a terra sono costose e intermittenti, i satelliti arrivano con ore di ritardo. Quando un incendio boschivo è visibile a occhio nudo ha già guadagnato terreno. I droni antincendio boschivo DroneBase integrano due tecnologie complementari in un unico sistema autonomo: una rete di sensori IoT che "sente" l'incendio nella fase di combustione lenta e un drone termico in Dock che "vede" l'hotspot dall'alto. Il software orchestra il workflow, la Centrale Operativa gestisce gli eventi e allerta i soggetti preposti.
Sensori IoT per il rilevamento precoce degli incendi
Sensori a energia solare installati sugli alberi rilevano i gas della pirolisi (CO, H₂, VOC) quando il legno brucia ancora senza fiamma. L'allarme attraversa la rete IoT a basso consumo, raggiunge il cloud e genera automaticamente una missione: il drone decolla per verificare rapidamente l'evento segnalato dal sensore, con coordinate precise.
Ronde autonome con drone termico
Anche senza allarme dai sensori, il drone esegue missioni periodiche programmate dalla Dock e pattuglia il territorio con termocamera radiometrica e camera ottica. L'AI analizza in tempo reale lo streaming per individuare hotspot, fumo e anomalie termiche sotto la chioma: ogni rilevamento diventa un evento georeferenziato verso la Centrale Operativa.
Come funziona il sistema autonomo di rilevamento incendi boschivi
Dal primo segnale di pirolisi alla gestione dell'evento, la catena sensore → cloud → drone → AI → Centrale Operativa si chiude in pochi minuti. I tempi indicati sono di riferimento e dipendono da territorio, distanza dalla Dock e condizioni operative.
Il sensore sente l'incendio
Un fulmine, una sigaretta, un guasto: il legno brucia lentamente senza fiamma. I sensori IoT distribuiti sul territorio rilevano CO e H₂ a livello ppm e l'AI integrata esclude il rumore ambientale (smog, fumo agricolo).
L'allarme arriva alla flotta
L'evento attraversa la rete mesh, il gateway di confine e il cloud dei sensori, poi passa tramite connettore di allarme alla piattaforma di gestione della flotta con le coordinate GPS.
Il drone parte dalla Dock
La piattaforma genera la missione di verifica con i waypoint del sensore in allarme, interrompe l'eventuale ronda in corso e il drone decolla automaticamente dalla Dock.
Termocamera e AI sul punto
Il drone raggiunge le coordinate: camera termica radiometrica e sensori ottici confermano firme di calore, fumo o hotspot. Se è un falso positivo la missione si chiude e il drone torna in ronda.
Centrale e soggetti preposti
Le informazioni dell'evento — coordinate, riprese termiche live, dati meteo, accessibilità dell'area, storico del sensore — sono rese disponibili alla Centrale Operativa e ai soggetti preposti secondo la configurazione del sistema.
Il drone resta sull'evento
Il drone può continuare a osservare l'area e fornire informazioni utili sull'evoluzione dell'evento, con stream video cifrato verso la Centrale, finché le squadre a terra non prendono in carico l'intervento.
Droni autonomi per il monitoraggio delle foreste
Hardware industriale per ambienti estremi, integrato con una piattaforma cloud di gestione della flotta: dall'allarme al drone in volo in meno di 60 secondi, senza personale sul posto.
DJI Dock 3
Stazione drone-in-a-box climatizzata, IP56, operativa da −30 °C a +50 °C, con batteria di backup e protezione da fulmini. Il drone vive nella Dock, si ricarica da solo e decolla su programma o su allarme. La Dock può essere installata in posizione fissa o su veicolo con il supporto dedicato, per presidi mobili nelle aree a maggior rischio.
Drone termico
Drone enterprise con termocamera radiometrica 640×512 (misura da −40 °C a +500 °C), camere ottiche da 48 MP con zoom ibrido fino a 112×, telemetro laser e illuminatore NIR: il drone termico per incendi identifica hotspot e fumo anche di notte e sotto la copertura vegetale.
Missioni automatiche
Su allarme da sensore o da sistema esterno la piattaforma genera la missione di verifica: il drone interrompe la ronda corrente e si dirige alle coordinate GPS dell'evento, senza intervento umano.
Ronde di pattugliamento
Percorsi e schedule definiti dalla Centrale sulle aree a rischio, ottimizzati su profilo del territorio, zone sensibili, meteo e orari critici. Pattugliamento forestale con droni, di giorno e di notte.
Monitoraggio termico
L'AI analizza in tempo reale lo streaming termico ed elettro-ottico: gradienti di temperatura incoerenti, fumo, hotspot sotto la chioma. Ogni anomalia genera un evento georeferenziato.
Sensori IoT per il rilevamento precoce degli incendi boschivi
La rete di sensori antincendio boschivo trasforma il bosco in una piattaforma IoT capillare: sensori che rilevano i gas della pirolisi già nei primi 60 minuti di un incendio di 2×2 metri, prima che le fiamme siano visibili. Quattro moduli che lavorano insieme, con autonomia di 15 anni, senza batterie al litio e senza manutenzione.

Sensori antincendio
Sensori a energia solare montati sul tronco che rilevano CO, H₂ e VOC di pirolisi a livello ppm. AI integrata (Bosch BME688) per il riconoscimento affidabile dell'incendio e l'esclusione dei falsi positivi. Misurano anche temperatura, umidità e pressione atmosferica per il monitoraggio della salute della foresta.
- Raggio 100 m per rilevare 60 min di incendio 2×2 m
- 15 anni senza manutenzione, alimentazione solare
- Nessuna batteria al litio: supercondensatori
- IP67, da −40 °C a +85 °C, 100% umidità
- LoRaWAN bande EU868 / AS923 / NA902-928
- Installazione a 3 m di altezza sull'albero

Gateway mesh
Estende la rete LoRaWAN ben oltre il singolo salto: i messaggi dei sensori passano da gateway a gateway in modalità multi-hop self-healing fino al gateway di confine. Autoconfigurazione, failover automatico e aggiornamenti via radio. Alimentazione solare senza manutenzione.
- 2–6 km tra gateway mesh, multi-hop
- Tipicamente 100 sensori per gateway
- Configurazione automatica della rete
- Self-healing con failover automatico
- Compatibile con sensori LoRaWAN di terze parti
- Solare, 10–15 anni senza manutenzione

Gateway di confine
Chiude il loop verso il cloud. Installato in casa forestale o vicino a insediamenti, riceve i messaggi dai gateway mesh e li inoltra alla piattaforma cloud dei sensori. Tripla connettività ridondata — 4G/LTE-M, Ethernet e satellite — per copertura anche in aree senza segnale mobile.
- 20 gateway mesh gestiti per ogni gateway di confine
- 4G/LTE-M con fallback 2G/GPRS
- Adattatore Ethernet integrato
- Uplink satellitare per aree remote
- Compatibile con terminali satellitari banda Ku/C
- Alimentazione PoE o solare (opzionale)

Cloud dei sensori
Hub centralizzato che acquisisce i dati dai sensori attraverso gateway mesh e gateway di confine. Si gestisce da app web (site management) e da app mobile per il deployment in campo. Multi-sito, scalabile, accessibile ovunque ci sia connessione Internet, con credenziali dedicate e permessi per ruolo.
- App web per la gestione dei siti (browser)
- App mobile per il deployment (smartphone)
- Multi-sito geograficamente distribuito
- Dati ambientali in tempo reale
- Notifiche di allarme automatiche
- Connettore nativo verso la piattaforma di gestione della flotta
Dati tecnici dei sensori e dei gateway secondo le schede del produttore della rete IoT.
Quando il sensore rileva un incendio, il drone risponde
Il cloud dei sensori e la piattaforma di gestione della flotta sono collegati da un connettore di allarme nativo. Quando un sensore rileva gas di pirolisi, l'allarme attraversa gateway mesh → gateway di confine → cloud → connettore → piattaforma di flotta in pochi secondi.
La copertura effettiva dipende da configurazione, territorio, posizione della Dock, rete IoT, condizioni operative e vincoli aeronautici.
La piattaforma riceve le coordinate GPS precise dell'evento, interrompe la ronda autonoma corrente e invia il drone della Dock al punto esatto per la verifica termica, in modo completamente automatico. Lo stesso meccanismo integra sistemi di allarme esterni: sensori di movimento, impianti antincendio, sistemi di dispatch, sensori acustici distribuiti.
Il risultato è un sistema antincendio boschivo in cui una singola stazione Dock, con la rete di sensori a terra, può sorvegliare e proteggere territori estesi grazie all'azione combinata di pattuglie AI e rilevamento IoT.
Trigger automatico
Allarme sensore → drone in volo in meno di 60 secondi.
Verifica termica
AI e termocamera per confermare l'evento ed escludere i falsi positivi.
Ronde AI programmate
Pattugliamenti autonomi su tutta l'area protetta, indipendenti dai sensori.
Scalabilità multi-sito
Più Dock e più sensori per territori estesi, da un'unica piattaforma.
Integrazioni della piattaforma di flotta
Connettori pre-costruiti permettono al drone di dialogare con i sistemi già in uso dall'ente o dall'azienda; per casi d'uso specifici si possono creare connettori personalizzati.
Allarmi
Sensori antincendio, sensori di movimento, rilevamento spari, sistemi di dispatch: il drone risponde automaticamente all'allarme.
Streaming video
Stream del drone e della Dock verso i Video Management System della sala controllo, per operazioni di sicurezza in tempo reale.
Elaborazione dati
Software AI per mappe ad alta risoluzione, modelli 3D, ortomosaici e report dedicati al territorio.
UTM
Sistemi di gestione del traffico aereo per la consapevolezza situazionale e le operazioni BVLOS in conformità normativa.
Detect & Avoid
Sistemi di terze parti per il monitoraggio dei velivoli circostanti, a supporto dei requisiti BVLOS.
Missioni e log
Importazione di missioni dettagliate e gestione di risorse, batterie e flight log tra sistemi.
Monitoraggio degli incendi boschivi con ronde autonome
Il sistema non aspetta necessariamente che si verifichi un allarme: il drone può pattugliare preventivamente il territorio. La piattaforma programma missioni ripetitive sull'area di interesse, con percorsi ottimizzati su profilo del territorio, zone a rischio, condizioni meteo e schedule operativa.
Durante ogni ronda gli algoritmi AI analizzano in tempo reale lo streaming termico ed elettro-ottico alla ricerca di hotspot, anomalie termiche, fumo e altri eventi rilevabili dai sensori disponibili, incluse presenze in aree riservate. Ogni anomalia genera un evento georeferenziato verso la Centrale Operativa.
Il sistema apprende nel tempo: ogni falso positivo etichettato dall'operatore affina il modello sul territorio specifico e riduce progressivamente il rumore.
- Missioni programmate di giorno e di notte, senza personale sul posto
- Termocamera radiometrica e camera ottica sullo stesso volo
- Eventi georeferenziati con video e fotogrammi allegati
- Interruzione automatica della ronda in caso di allarme da sensore
Un sistema antincendio boschivo progettato per grandi territori
L'integrazione tra rete di sensori, piattaforma di flotta e Dock non è una somma di prodotti: ogni componente amplifica gli altri. I sensori estendono l'occhio del drone, il drone verifica l'allarme dei sensori, il cloud orchestra tutto in tempo reale.
Copertura estesa per Dock
Nella configurazione di riferimento (1 gateway di confine, 20 gateway mesh, ~2.000 sensori) una singola Dock copre fino a 70 km². Scalabilità aggiungendo Dock e gateway.
Rilevamento precoce
I sensori IoT rilevano l'incendio in fase di combustione lenta, 30–60 minuti prima che le fiamme siano visibili: il vantaggio temporale decisivo per intervenire nella Golden Hour.
Doppia verifica AI
Primo filtro: AI a bordo del sensore. Secondo filtro: computer vision del drone termico. Falsi positivi ridotti a livelli operativamente gestibili.
Ronde AI programmate
Pattuglie autonome 24/7 sull'area; l'AI analizza in continuo lo streaming termico e individua anomalie indipendentemente dai sensori.
Connettività resiliente
Rete LoRaWAN mesh self-healing, gateway di confine 4G/LTE/Ethernet/satellite, flotta su 4G/5G/Ethernet ridondati: operativo anche senza copertura mobile.
Sensori senza manutenzione per 15 anni
Sensori a energia solare con supercondensatori, nessuna batteria al litio, aggiornamenti via radio: costi di esercizio contenuti nel lungo periodo.
Sicurezza end-to-end
Crittografia AES-256 su tutta la catena, dal sensore alla Centrale; piattaforme progettate per i requisiti GDPR, ISO 27001 e NIS, con audit log immutabili.
Cloud-native scalabile
Da un singolo sito a interi territori regionali: Centrale Operativa multi-tenant, dashboard unificata, aggiornamenti continui.
Quadro normativo
Progettato per i requisiti di EU Civil Protection, EU Forest Strategy, PNIEC ed EASA categoria Specific. Supporto alla verifica di ammissibilità a bandi PNRR e fondi territoriali AIB.
Un principio di incendio rilevato in fase di pirolisi è un incendio gestibile. Un incendio rilevato quando le fiamme sono visibili a chilometri di distanza è già fuori scala. L'integrazione tra sensori, drone e Centrale non combatte il fuoco: gli impedisce di diventare un'emergenza.
Divisione Sorveglianza Aerea DroneBaseDalle montagne remote ai siti industriali in area boschiva
La Dock opera dove la sorveglianza tradizionale non arriva: crinali alpini, perimetri forestali isolati, parchi fotovoltaici, infrastrutture che attraversano aree boschive. Una stazione autonoma integra ronde, torri di avvistamento e telecamere fisse, senza operatori sul posto.
Sistema integrato vs metodi tradizionali
Un confronto tra il sistema integrato drone + sensori IoT + Centrale Operativa e le tecniche di sorveglianza incendi boschivi tradizionali.
| Parametro | Metodi tradizionali | Sistema DroneBase |
|---|---|---|
| Rilevamento in fase di combustione lenta | Non possibile | 2–30 minuti tramite sensori IoT |
| Tempo di risposta alla verifica | 15–30 minuti (ronde a terra) | Indicativo: sotto i 2 minuti dal decollo |
| Copertura per stazione | Telecamere fisse con punti ciechi | Fino a 70 km² (configurazione di riferimento) |
| Verifica automatica degli allarmi | Manuale, da operatore | Drone con AI e termocamera |
| Falsi allarmi | Frequenti (affaticamento operatore) | Ridotti dalla doppia verifica AI |
| Continuità operativa | Turni di personale | 24/7, 365 giorni |
| Manutenzione richiesta | Quotidiana | Sensori senza manutenzione per 15 anni |
| Costo per km² protetto | Elevato | Inferiore, da quantificare nel progetto |
| Monitoraggio salute della foresta | Assente | Incluso (temperatura, umidità, pressione) |
| Impatto ambientale | Infrastrutture costruite | Sensori solari, senza litio |
Droni antincendio boschivo per Enti Pubblici e Protezione Civile
Il sistema aiuta Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Parchi, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, consorzi forestali e gestori di grandi proprietà o infrastrutture in area boschiva a proteggere in modo proattivo cittadini, patrimonio naturale e asset dagli incendi forestali. Sei vantaggi diretti, quattro qualità strutturali.
Avvisi rapidi
Il sistema rileva il principio di incendio in pochi minuti dalla pirolisi e attiva subito il drone per la verifica termica. Le autorità possono agire prima che le fiamme si propaghino.
Efficienza operativa
Monitoraggio automatizzato 24/7 di vaste aree forestali: meno pattugliamenti manuali e minore esposizione del personale a turni notturni in territori impervi.
Contenimento dei costi
Prevenire incendi di vasta portata riduce le spese di spegnimento, mezzi aerei, bonifica e ripristino ambientale. Il ritorno è misurabile sul territorio, a partire dal primo evento intercettato.
Adattamento climatico
Prevenire e gestire i focolai contribuisce a un territorio più resiliente, riducendo le emissioni di CO₂ legate ai grandi incendi boschivi.
Conservazione degli habitat
Il rilevamento precoce protegge fauna e habitat naturali, dai siti Natura 2000 alle aree protette nazionali e regionali.
Manutenzione ridotta
Sensori a energia solare che operano 10–15 anni senza manutenzione né batterie; aggiornamenti firmware via radio. Installazione una volta, operatività per oltre un decennio.
Semplice
Architettura distribuita e scalabile che supporta un numero elevato di sensori a basso costo.
Efficiente
Supera i vincoli di energia e connessione tipici delle foreste remote.
Performante
Individua i principi di incendio prima che divampino in fiamme visibili.
Risolutiva
Nessuna assistenza necessaria per almeno 15 anni dall'installazione dei sensori.
Chi ha bisogno di protezione forestale continua
Pubblica Amministrazione
Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane responsabili di superfici forestali pubbliche e aree di interfaccia urbano-rurale a rischio.
Protezione Civile e AIB
Supporto continuo alle strutture operative antincendio boschivo con monitoraggio, allerta automatica e visualizzazione live degli hotspot.
Selvicoltura
Consorzi forestali, segherie e aziende di gestione boschi con estese aree di legname vulnerabile.
Infrastrutture strategiche
Reti elettriche, gasdotti, ferrovie e autostrade che attraversano aree boschive: possibili bersagli e possibili inneschi.
Parchi fotovoltaici
Impianti utility-scale in aree semi-aride circondate da vegetazione, dove un incendio vicino compromette asset di grande valore.
Turismo e hospitality
Villaggi turistici, eco-resort, hotel di montagna e agriturismi in area boschiva: protezione di ospiti, asset e continuità.
Parchi e aree protette
Parchi nazionali, riserve regionali, siti Natura 2000: dove la perdita di copertura vegetale è un danno ecologico irreversibile.
Interfaccia urbano-rurale
Comuni e insediamenti adiacenti ad aree boschive: protezione di abitazioni, scuole, ospedali e vie di evacuazione.
Basi militari e siti sensibili
Installazioni della difesa e centri di comunicazione in aree forestali remote, dove la verifica tradizionale è limitata.
Assicurazioni e risk management
Compagnie che coprono asset forestali, agricoli e residenziali in aree a rischio incendio: monitoraggio in tempo reale per premi e sinistri.
Agricoltura di precisione
Vigneti, oliveti, frutteti e tenute estese: protezione delle colture e delle aree forestali adiacenti, con dati microclimatici.
Siti industriali e stoccaggi
Depositi di legname, segherie, cartiere e impianti a biomassa: dove un piccolo focolaio può diventare rapidamente un evento grave.
Centrale Operativa per il monitoraggio degli incendi 24/7
I sensori sentono, il drone vede, il software orchestra: la Centrale Operativa supervisiona il sistema, videoverifica gli eventi e gestisce l'escalation verso i soggetti preposti. DroneBase può erogare il servizio in modalità gestita, senza piloti né iter autorizzativi a carico dell'ente.
Presidio H24 certificato
Videoverifica ed escalation da Centrale Operativa Tipo C, conforme UNI 10891 ed EN 50518, abilitata alla Categoria 2.
Operazioni sotto LUC ENAC
Le missioni, incluse quelle BVLOS, sono autorizzate sotto la certificazione LUC DroneBase (Reg. UE 2019/947): CONOPS, SORA e NOTAM inclusi nel servizio.
Qualità e continuità
DroneBase è certificata ISO 9001:2015 e DJI Super Gold Dealer; SLA contrattuale fino al 99,9% di uptime, manutenzione e aggiornamenti inclusi nel servizio gestito.
Performance certificate da test indipendenti e validate in oltre 30 settori industriali. Le certificazioni di sicurezza delle informazioni sono in capo ai fornitori delle piattaforme; la LUC e la responsabilità aeronautica sono in capo a DroneBase; le qualificazioni di centrale sono in capo alla Centrale Operativa partner.
Lo stesso ecosistema Dock + Centrale è impiegato nella videosorveglianza con droni di infrastrutture e grandi siti.
Domande frequenti sui droni per incendi boschivi
Come vengono utilizzati i droni per il monitoraggio degli incendi boschivi?
In due modi complementari. Su allarme: quando un sensore IoT rileva gas di pirolisi, il drone decolla automaticamente dalla Dock e raggiunge le coordinate per verificare l'evento con termocamera e AI. In ronda: il drone esegue missioni programmate sul territorio alla ricerca di hotspot, fumo e anomalie termiche, anche senza alcun allarme.
Come funziona il rilevamento precoce degli incendi con sensori IoT?
I sensori, montati sugli alberi a circa 3 m di altezza e alimentati a energia solare, misurano CO, H₂ e VOC prodotti dalla pirolisi, cioè dalla combustione lenta del legno prima della fiamma. Un'AI integrata nel sensore distingue la firma gassosa dell'incendio dal rumore ambientale, come smog o fumo agricolo. L'allarme viaggia via LoRaWAN attraverso i gateway mesh fino al gateway di confine e al cloud.
Cosa succede quando un sensore rileva un possibile incendio?
Il cloud dei sensori trasmette l'evento, con le coordinate GPS, alla piattaforma di gestione della flotta tramite un connettore di allarme. La piattaforma genera una missione di verifica, interrompe l'eventuale ronda in corso e fa decollare il drone in meno di 60 secondi. Il drone verifica la situazione con termocamera e sensori ottici; se l'evento è confermato le informazioni vengono rese disponibili alla Centrale Operativa e ai soggetti preposti, altrimenti la missione si chiude.
Un drone può effettuare ronde automatiche sopra una foresta?
Sì. La piattaforma programma missioni ripetitive con percorsi e orari definiti dalla Centrale, ottimizzati su territorio, zone a rischio e condizioni meteo. Durante la ronda l'AI analizza in tempo reale lo streaming termico ed elettro-ottico e genera un evento georeferenziato per ogni anomalia. Le operazioni oltre la linea di vista (BVLOS) sono soggette a valutazione del sito e vengono svolte sotto la LUC DroneBase.
Come viene utilizzata la termocamera per individuare un incendio?
La termocamera radiometrica 640×512 misura la temperatura di ogni punto dell'immagine da −40 °C a +500 °C. Gli algoritmi di computer vision cercano gradienti di temperatura incoerenti con l'ambiente, hotspot sotto la chioma e firme di calore compatibili con un principio di incendio, anche di notte, e le confrontano con la camera ottica e con il fumo visibile.
Quanto territorio può monitorare un sistema con drone autonomo?
Nella configurazione di riferimento, con 1 gateway di confine, 20 gateway mesh e circa 2.000 sensori, una singola Dock copre fino a 70 km². La copertura effettiva dipende da configurazione, orografia, posizione della Dock, estensione della rete IoT, condizioni operative e vincoli aeronautici: viene definita nel progetto. Il calcolatore droni antincendio boschivo fornisce una prima stima di Dock, sensori e gateway.
Qual è il vantaggio di integrare sensori a terra e droni?
I sensori rilevano l'incendio in fase di combustione lenta, 30–60 minuti prima che le fiamme siano visibili, ma non possono vederlo; il drone vede e verifica dall'alto, ma non può essere ovunque. Integrati, i sensori estendono la percezione del drone fin dentro il bosco e il drone verifica gli allarmi dei sensori riducendo i falsi positivi, con una doppia verifica AI.
Il sistema può funzionare 24 ore su 24?
Sì. La Dock è climatizzata, IP56 e operativa da −30 °C a +50 °C; il drone si ricarica automaticamente tra una missione e l'altra; i sensori sono alimentati a energia solare con supercondensatori. Il presidio è garantito dalla Centrale Operativa H24, con SLA contrattuale fino al 99,9% di uptime nel servizio gestito.
Come vengono gestiti gli allarmi provenienti dai sensori?
Ogni allarme è georeferenziato e include lo storico del sensore. La Centrale Operativa riceve l'evento insieme alle riprese termiche live del drone, ai dati meteo e all'accessibilità dell'area, e gestisce l'escalation verso Vigili del Fuoco, Protezione Civile o centro di coordinamento territoriale secondo la configurazione concordata con l'ente.
È possibile installare più Dock per monitorare territori molto estesi?
Sì. L'architettura è scalabile: più Dock, più gateway e più sensori vengono gestiti dalla stessa piattaforma cloud e dalla stessa Centrale Operativa multi-tenant, con dashboard unificata. La configurazione multi-sito viene dimensionata nel progetto in base all'area da coprire.
Perché DroneBase
Dal 2012 il punto di riferimento in Europa per le tecnologie UAV professionali
DJI Super Gold Dealer, unico in Europa. Sede operativa, magazzino, laboratorio di assistenza e area demo a Rimini: il sistema lo vedi funzionare prima di acquistarlo e qui torna per manutenzione e aggiornamenti.
- ISO 9001 Certified — qualità certificata su vendita, formazione e assistenza
- Formazione con istruttori certificati — DroneBase Academy, patentini e scenari STS
- Consulenza tecnica e normativa su scenari complessi, ENAC ed EASA
- R&D per lo sviluppo di progetti complessi e integrazioni su misura
- Supporto completo, prima e dopo la vendita, con un referente tecnico dedicato
Parliamo del tuo territorio
Ogni territorio richiede una configurazione specifica di copertura aerea, rete di sensori, connettività e gestione operativa: DroneBase progetta l'architettura del sistema con studio di fattibilità e simulazione della copertura su mappe reali. Compila il form: un nostro specialista prende in carico la richiesta e ti ricontatta per le informazioni tecniche e commerciali e, se serve, per organizzare una consulenza o una demo. Nessun impegno.